La bell’epoque
A cavallo tra il XIX° ed il XX° secolo le Farmacie italiane erano in una fase, allo stesso tempo, di espansione e di concentrazione. La riforma Crispi del 1888 aveva infatti liberalizzato totalmente l’apertura degli esercizi farmaceutici. Non esisteva più quindi l’obbligo di essere laureati in Farmacia per possederne una nè esisteva alcuna forma di pianificazione territoriale: chiunque poteva aprire una farmacia dove volesse.
Questa normativa portò, come avviene oggi in Paesi con legislazioni simili, ad una concentrazione di Farmacie nelle grandi città mentre i paesi rimanevano privi del servizio che veniva spostato in aree economicamente più redditizie.
Alla fine del secolo il dott. Vittorio Passerini possedeva e dirigeva la Farmacia di Finale Emilia, in provincia di Modena, e nel 1889 aveva avuto tre figli: Giuseppe, Arnaldo e Ofelia.
Col passare degli anni, Arnaldo, che aveva seguito le orme paterne, e si era laureato in Farmacia, aveva manifestato il desiderio di lasciare Finale e si trasferì con la moglie Corinna a Mercato Saraceno, oggi in provincia di Forlì e Cesena. La salute di Corinna, nel piccolo comune dell’appennino romagnolo non era delle migliori e la coppia seguì i consigli del medico e si trasferì a Rimini, precisamente in una sua piccola frazione che in quegli anni stava diventando una nota località di villeggiatura.
Giunto a Riccione Marina, il dott. Passerini prestò lavoro come farmacista nella Farmacia del Paese, di proprietà del dott. Basigli.

17 Luglio 1912
Riccione era un piccolissimo paese, una minuscola frazione del Comune di Rimini, da poco più di vent’anni raggiunta dal traffico ferroviario dopo l’apertura della stazione sulla linea Bologna-Ancona.
Riccione Marina, il borgo che si affacciava sull’Adriatico, a differenza del Paese era priva di una Farmacia e il dott. Giuseppe Cruari decise di aprirne una su viale Viola, il principale asse che portava al mare e alla spiaggia.
Il 17 luglio 1912 il Prefetto di Forlì autorizzava quindi l’apertura della “Farmacia Cruari alla Marina di Riccione” che di lì a poco entrò in funzione, salvo una breve pausa durante la prima guerra mondiale, durante la quale il paese si era spopolato a causa dell’alto numero di cittadini inviati al fronte e che aveva visto un drastico ridursi dei flussi turistici.
La Farmacia all’epoca era situata sul lato opposto del viale, rispetto ad ora, e si trovava lievemente più verso mare.
Ad ottobre del 1912 il Comune di Rimini decise di intitolare viale Viola a Maria Boorman Wheeler Ceccarini, moglie del dott. Giovanni Ceccarini insieme a lei grande benefattore della Città. Nasceva così viale Ceccarini.

Nemmeno un anno più tardi, nel maggio 1913, Giovanni Giolitti che all’epoca era per la quarta volta Presidente del Consiglio, si rese conto che la normativa preesistente aveva causato la sparizione delle Farmacie in tutti i piccoli centri e l’abnorme concentrazione di esercizi nei luoghi più commercialmente appetibili.
Il Governo corse ai ripari, restituì ai Farmacisti l’esclusiva dell’esercizio (come concessione ad personam) ed istituì la Pianta Organica che distribuiva le Farmacie su tutto il territorio italiano.

La Farmacia Cruari, da poco aperta, rispettava le norme dettate dalla nuova legge e venne pertanto dichiarata “legittima” e potè continuare ad operare.
Nel 1917, il dott. Passerini, aveva avuto la sua prima figlia, Vittorina.

L’Amarissimo 
Nel 1922, il dott. Cruari decise di mettere in vendita la Farmacia da lui aperta dieci anni prima e trovò l’acquirente nel giovane Farmacista di Riccione Paese alla quale cedette l’attività per 69’000 lire, da pagarsi in due rate da 34’500 lire l’una.
Arnaldo, ammiratore del Vate Gabriele D’Annunzio, cambiò il nome in “Farmacia dell’Amarissimo”: mancava quindi un solo passaggio per giungere all’attuale denominazione. Dopo quasi due decenni di tentativi, le richieste dei Riccionesi vennero accolte e nell’ottobre di quell’anno il Consiglio Comunale di Rimini approvò all’unanimità l’indipendenza del Comune di Riccione.
La Farmacia Cruari di viale Viola era divenuta la Farmacia dell’Amarissimo di Viale Ceccarini, a Riccione.
Nel 1927, Arnaldo e Corinna Passerini ebbero la loro seconda figlia, Arnalda.
La Farmacia continuò per gli anni avvenire la sua attività: il dott. Passerini divenne vice-podestà del Comune di Riccione, alle dipendenze del Conte Pullè, podestà effettivo e venne incaricato inoltre di dirigere lo sfruttamento delle Fonti Termali del Beato Alessio, antenato di Riccione Terme.
Riccione cresceva in popolarità come stazione turistica, tanto che lo stesso Benito Mussolini vi si fece costruire una villa per le vacanze estive e quegli anni sono unanimemente ricordati come gli anni del boom che proiettò Riccione da piccola località di villeggiatura in meta turistica di fama nazionale.
Invisibile all’orizzonte si avvicinava però lo spettro di una nuova guerra mondiale.

Manico e Padella
Mondaino è un piccolo paese dell’entroterra della Provincia di Rimini; antico borgo malatestiano è costituito da una piazza rotonda (la padella) da cui parte un lungo viale (il manico) costeggiato da abitazioni costruite quasi senza soluzione di continuità.
E’ qui che il 20 luglio 1913 nasce Enzo Innocenti, ultimo di cinque figli di una famiglia di commercianti. Enzo, dopo un’infanzia e un’adolescenza trascorse a Morciano, nel 1936 si laureò in Farmacia all’Università di Urbino e fu costretto, negli anni, ad allontanarsi più volte da casa in cerca di impiego.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale si trovava infatti a lavorare presso una farmacia in provincia di Rovigo, a nord del Po di quel tanto che bastava per venire reclutato nell’Esercito anzichè nella Marina Militare alla quale sarebbe stato destinato se fosse stato ancora residente a Mondaino.

“Armiamoci e partite”
Nel 1942 fu quindi assegnato come Sottotenente ad uno dei reggimenti in partenza per la campagna di Russia dove trascorse 18 lunghissimi mesi come Ufficiale Farmacista, vicino alla Città di Kiev.
Il freddo di quegli inverni che arrivò a superare i 40°C sotto zero e le incertezze di una campagna disastrosa per la nostra armata stavano togliendo ogni speranza residua ad Enzo, nel frattempo promosso a Tenente, ma i gradi poco contano se non si fa ritorno a casa.
A gennaio del 1943, infatti una controffensiva delle truppe Russe travolse i reggimenti degli Alpini a nord del fiume Don, iniziando quella che sarebbe divenuta una tragica ritirata costata la vita a decine di migliaia di soldati italiani nei due mesi successivi.
Pochi giorni prima che l’avanzata dell’Armata Rossa giungesse a Kiev, non sfuggì agli occhi di nessuno il nuovo arrivato che si aggirava disorientato per il campo; nessuno poteva immaginare  vedendolo che anche lui fosse un Farmacista, miracolosamente inviato a prendere il posto del Ten. Enzo Innocenti per il quale era stato autorizzato, all’ultimo minuto, il rientro in Patria per il definitivo congedo.

La ragazza della porta accanto
A differenza di quanto avvenuto nel corso della precedente guerra, il secondo conflitto mondiale aveva avuto Riccione come uno dei suoi teatri.
La città venne pesantemente danneggiata e per un periodo fu addirittura divisa in due dalla linea gotica che separava le Forze Alleate che avanzavano, da quelle Tedesche che ritiravano verso nord. Molte case, compresa quella del dott. Passerini furono requisite e utilizzate per scopi militari e i duri combattimenti costrinsero buona parte della popolazione ad abbandonare la Città e a cercare rifugio nei piccoli e più tranquilli paesi vicini.
Il dott. Passerini, aveva trovato alloggio temporaneo per sè e la famiglia, in una casa in affitto a Santa Maria del Piano, una piccola frazione del Comune di Morciano.
Alla “Madonna del Piano” abitava Tullo Innocenti, fratello maggiore di Enzo che in quel periodo gli stava dando ospitalità dopo il suo rientro dal fronte russo.
Fu il caso a volere che il Dott. Passerini, scappando dalla guerra, trovasse come vicino di casa un giovane farmacista. Fu così che Enzo e Arnalda si conobbero e si sposarono, a guerra non ancora ultimata, il 18 febbraio 1945.
Dal loro matrimonio nacquero tre figli: Paolo, nel 1945, Fabio nel 1948 e Anna nel 1955.

Da Passerini ad Innocenti
Alla fine della guerra, Enzo iniziò la sua lunga carriera all’Amarissimo, come Farmacista e Direttore della succursale di v.le Dante, che fu chiusa negli anni a venire a seguito dell’apertura della Farmacia Comunale 3.
Gli anni ’50 iniziarono però con una tragica notizia: la morte del dott. Passerini, avvenuta nel 1950 all’età di 60 anni.
La Farmacia passò quindi ad Enzo, non potendo la moglie Arnalda, non Farmacista, esserne titolare.
Uno dei primi provvedimenti fu il trasferimento in un nuovo stabile, costruito ad hoc, dove la Farmacia si trova tutt’ora.
Sotto la gestione del dott. Enzo Innocenti, la Farmacia visse tutte le trasformazioni che la Farmacia italiana affrontò nei decenni a seguire: il progressivo spostamento dalla preparazione alla dispensazione, la nascita del Servizio Sanitario Nazionale che sostituì le vecchie Mutue.
Nel 1980 Enzo potè contare sulla collaborazione della figlia Anna, laureatasi in Farmacia in quell’anno.
Nel 1987 la Farmacia venne ristrutturata e nel 1989 venne riqualificato anche v.le Ceccarini che da viale trafficato diventò il “salotto” pedonale di Riccione.
Il 1989 è anche l’anno dell’arrivo in Farmacia dell’informatica. L’Amarissimo è infatti tra le prime farmacie in provincia a dotarsi di computer per l’automazione degli ordini e la gestione di scorte e ricette.
Il dott. Enzo Innocenti se ne andò pochi anni dopo, il 6 luglio 1997, superando il traguardo dei 60 anni di Professione, dei quali ben 52 come titolare della Farmacia dell’Amarissimo.

 

Una nuova generazione
Alla morte di Enzo, la titolarietà passò alla figlia Anna che oggi la gestisce insieme ai figli Giulio e Federico Mignani, che rappresentano la quinta generazione di Farmacisti.

Nel 2017 la Farmacia va incontro ad una profonda ristrutturazione: gli spazi al pubblico vengono raddoppiati con l’aggiunta del piano superiore.
Viene installato un magazzino automatico Evotec Swisslog e ingrandito il laboratorio galenico.